All'età di diciannove anni- di mia iniziativa e a mie spese- misi insieme un esercito- grazie al quale liberai la Repubblica dal dominio dei faziosi." Così iniziano le "Res Gestae Divi Augusti"- fatte incidere come suo testamento da Augusto ormai vecchio. Un testo minaccioso con il quale Augusto rivendicava la legalità della sua inquietante carriera politica. Ben diverso è il resoconto che ne dà Tacito- grande smascheratore del linguaggio politico: la devozione per il padre Cesare e la situazione politica di emergenza erano stati solo pretesti per la sete di dominio di Ottaviano Augusto che non esitò a schierarsi dalla parte dei cesaricidi- osò arruolare un esercito privato e lo mosse contro Antonio- ebbe quasi sicuramente una oscura parte nella morte dei due consoli in carica e alla fine puntò sulla capitale scortato dall'esercito vincitore. A diciannove anni- si fece attribuire la massima magistratura imponendo come collega un parente che era una semplice comparsa- liquidata fisicamente dopo poche settimane- atterrì- armi in pugno- il Senato imponendogli di avallare una procedura sfacciatamente incostituzionale- avviò- creando una inedita magistratura straordinaria - il "triumvirato" -- le più feroci proscrizioni. Questa la "marcia su Roma" di Gaio Giulio Cesare Ottaviano- figlio adottivo di Cesare- e futuro Augusto- il 19 agosto dell'anno 43 a.C.
LA PRIMA MARCIA SU ROMA
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AUTORE
CANFORA LUCIANOGENERE
STORICOANNO
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